Aforismi

“Se tutti i mutilati passassero sui miei piedi sarei rovinato. La scuso perché non l’ha fatto apposta” All'età di otto anni Giulio Andreotti così rispose a un robusto signore che in tram gli aveva pestato un piede e si scusava dicendo di essere mutilato. 1927
“A pensar male del prossimo si fa peccato, ma si indovina” Massima ascoltata da Andreotti, universitario, dal Vicario di Roma cardinal Marchetti Selvaggiani. 1939
“La famiglia, il lavoro, i rapporti economici: tutti problemi, la cui soluzione è là, nel messaggio sociale di Cristo, in attesa di chi lo sappia degnamente scorgere e prospettare” Dall'editoriale su "Azione Fucina" dopo la nomina a direttore. 1942
“Le fogne senza libertà sono poca cosa, ma riconoscono che la democrazia, senza fogne, male odora” Comizio a Castelforte, Latina. 1945
“Venga fuori, perché picchiano i deputati". "È una buona ragione per rimanere dentro” Ironica risposta alla deputata comunista Nadia Gallico Spano durante gli incidenti di piazza per l'approvazione del trattato NATO. Marzo, 1949
“Il potere logora chi non ce l'ha” Risposta ad un avversario di De Gasperi che voleva che il Presidente si ritirasse, avendo raggiunto i settanta anni. 1951

“Pio XII: Lo Stato è responsabile di questa stampa pornografica". A.: "Lo crede più responsabile del proprietario?" Pio XII: "Questo no". A.: "Ebbene, Santità, le azioni di questo rotocalco appartengono al Vaticano” Rispettoso colloquio con Pio XII riguardo ad una copertina per quel momento un po’ spinta del settimanale illustrato “La Settimana Incom”. 1952
“La riconoscenza è solo speranza di piaceri futuri” Agosto, 1953
“È vero. La signora ha due occhi splendidi; specialmente uno” In un salotto per ridimensionare l’autocompiacimento di una signora troppo vanitosa. 1954
“Signora. Lei fa onore all’Istituto del restauro” A un ex fanciulla esageratamente restaurata. Montecatini, 1956
“Se è vero che il mandato elettorale è personale e non imperativo, è incontrastato che nel rapporto tra elettori ed eletti vi è un solenne avallo dei partiti che qualcosa deve pur contare” “Concretezza”. 1 settembre 1956
“Non è atto di presunzione l'affermare la validità piena e integrale di un pensiero cristiano su tutti i problemi fondamentali dello Stato” “Concretezza” 1 ottobre 1956
“L'umiltà è una virtù stupenda. Ma non quando si esercita nella dichiarazione dei redditi” Da uno schema di Dottrina Civica. 1957
“Crediamo nell'avvenire dell'Europa come crediamo nel destino dell'uomo di far progredire ovunque la civiltà” "Concretezza". 1 aprile 1957
“Chi è chiamato al ministero vi attenda” Scherzosa parafrasi di un testo di San Paolo per giustificare il ritardo – non abituale da parte di Andreotti – nel ricevere alcuni visitatori.1958 




“Perché la stupenda frase 'La Giustizia è uguale per tutti' è scritta alle spalle dei magistrati?” Trattatello procedurale. 1959

“La pillola anticoncezionale è condannabile. Ma se l’avesse presa la madre di chi sta parlando…” Frase carpita da Giulio Andreotti a un suo vicino (cardinale). 1960
“Mi permetta, Santità, ma lei non conosce il Vaticano” Rispettosa osservazione a Giovanni XXIII che annunciava a Giulio Andreotti un provvedimento "immediato". In effetti il decreto giunse alcuni anni dopo.1961 



“Credevo che il centrosinistra fosse quello di Fanfani, ma non avevo ancora conosciuto quello di Moro” Parafrasi dello slogan di un noto detersivo (“Credevo che il mio bucato fosse bianco, finché non ho visto quello tuo con Omo”) a proposito delle aperture di Moro ai socialisti. VIII Congresso DC. Napoli, 1962 



“Si consoli. Con la Sua completa calvizie Lei risparmia lavoro al buon Dio” Scherzoso commento al passo evangelico:"I capelli del vostro capo sono contati uno ad uno". 1970
“Non è il cavolo che vale mille lire, ma sono mille lire che valgono un cavolo” Suggerimento di risposta per le proteste contro il caroverdura. 1970
“Aveva spiccatissimo il senso della famiglia. Era infatti bigamo ed oltre” Italia minore. 1971
“Ho la coscienza di essere di statura media, ma se mi giro attorno non vedo giganti” Dagli appunti per una radiografia della Repubblica italiana. 1973
“Non esistono soluzioni di centro-sinistra o di centro-destra o di centro. Esistono soluzioni valide e basta” Intervista a Oriana Fallaci. 1974
“Giornalista comunista: Avete fatto poco e quel poco solo perché noi vi abbiamo spinto".
Andreotti: "Potevate spingerci di più”
Risposta durante una conferenza stampa televisiva negli anni Settanta
“Più conosco certe gentili signore, più comprendo il fascino del celibato ecclesiastico” Ad un gruppo di femministe scozzesi. 1980
“Sapendo che Pietro l'avrebbe rinnegato per tre volte, Gesù gli guarì la suocera morente” Ad un gruppo di sposi novelli. 1980
“Quando ho letto che l'americano inventore del jogging è morto poco più che quarantenne ho ringraziato Dio per aver sempre avuto scarsa propensione per il moto, disobbedendo a mia madre e ai precettori” Ad un Consiglio Nazionale del CONI. 1980
“La politica non può mai esaurirsi nella tecnica. Essa è innanzi tutto un moto ideale, umano e sociale” XIV Congresso della DC. Roma 20 febbraio 1980
“Sarebbe assurdo che quando le cose vanno male la colpa è del nostro partito, mentre quando vanno bene hanno proceduto senza di noi o addirittura contro di noi” XIV Congresso della DC. Roma 1980
“La libertà religiosa non è mai isolabile da un contesto generale di libertà. Nessun dittatore potrebbe graziosamente concederla e viceversa nessun regime che non riconosca la libertà religiosa ha il diritto di chiamarsi democratico” XIV Congresso della DC. Roma, 20 febbraio 1980
“Se è vero che un cristiano deve porgere l'altra guancia, è anche vero che il Signore, con molta intelligenza, di guance ce ne ha date soltanto due” Intervista a “Epoca”. 1983
“Contrariamente alla natura, dove nulla si crea e nulla si distrugge, nell'apparato dello Stato nulla si distrugge, ma molto si crea” " 'Visti da vicino' III" . 1985
“Mi torna alla mente ciò che diceva Ciccio Nitti di Vittorio Emanuele Orlando, che in italiano è sbagliato un periodo che inizia con un gerundio” Su "Veri e presunti rinnovamenti della Dc". Palermo, 1989

“Spiegare l'Italia agli stranieri non è sempre facile. Da noi i treni più lenti si chiamano accelerati e il 'Corriere della Sera' esce al mattino” Schema per un manualetto turistico. 1989
“Il politico deve avere l'umiltà di non considerarsi detentore del monopolio sociale, ma non può transigere sulla fierezza di sentirsi portatore di un mandato prioritario, quello elettivo” “De Prima Re Publica”. 1996
“Cosa vorrei sulla mia epigrafe? Data di nascita, data di morte. Punto. Le parole delle epigrafi sono tutte uguali. A leggerle uno si chiede: ma scusate, se sono tutti buoni, dov’è il cimitero dei cattivi?” Intervista a Gian Antonio Stella. Corriere della Sera, 31 agosto, 1998
“I presidenti di circoscrizione si chiamano oggi sindaci; i presidenti di regione governatori: che succederebbe del Presidente della Repubblica: sarebbe promosso imperatore?” Il Tempo - Piazza Colonna, 22 luglio 2002
“Il rito, pur profaneggiante, dell'addio pubblico al celibato non è negativo. In fondo sottolinea l'importanza del matrimonio. Purtroppo, come vanno oggi le cose, non di rado si tratta di un arrivederci” Il Tempo - Piazza Colonna, 22 settembre 2002
“Il tempo è galantuomo, anche se talvolta cammina lentamente” Il Tempo - Piazza Colonna, 7 ottobre 2002
“Non è mia abitudine andare nei cortei. C’è sempre chi marcia e chi ci marcia” Il Tempo - Piazza Colonna, 2 dicembre 2002
“Nei confronti di certi discorsi lunghi e noiosi, si addice un'espressione del trotto: “Rottura prolungata” (R.P.)” Il Tempo - Piazza Colonna, 10 novembre 2006
“La fede è un dono e chi non l'ha ricevuta non ha certamente colpa” "2000". 2007
“La carità non ha uffici stampa”
Il Tempo – Piazza Colonna, 16 aprile 2007
“L’età vera di ogni uomo è sconosciuta: dipende da quanto gli resta da vivere”
“In paradiso non si va in carrozza” Detto romanesco spesso ripetuto dalla zia Mariannina.
“Non abbiamo mai fatto una politica estera solo idealistica, benché anche le idealità debbano avere il loro peso in un campo che non è estraneo ai valori morali. Sentiamo che in questo quadro difendiamo nel migliore dei modi e con il minore dei costi l'interesse dell'Italia”
“La cattiveria dei buoni è pericolosissima”
“È importante conoscere le lingue, ma bisogna saper bene quel che si dice” Frase ascoltata da De Gasperi