Mondo cattolico

Una dimensione peculiare e di grande importanza per la vicenda politica e umana del personaggio Giulio Andreotti è costituita dai suoi legami con la Chiesa.

Legami che trovano spiegazione innanzitutto nella formazione religiosa dell’uomo politico. Andreotti cresce spiritualmente dapprima a una scuola fortemente segnata dalla religiosità semplice del popolo della Roma papalina: quella della madre e della mitica zia Mariannina. Segue l’esperienza all’interno di formazioni giovanili cattoliche (dalla congregazione mariana al circolo missionario studentesco, fino alla Fuci) impegnate in una devozione operosa, nella preghiera e nel concreto impegno per i bisognosi, soprattutto nelle borgate romane degli anni Trenta e Quaranta.

Quella che Andreotti matura è una religiosità operosa, non ostentata, profondamente radicata all’interno della Chiesa della quale egli si sente parte attiva, non solo in quanto cattolico, ma particolarmente in quanto romano. Con le istituzioni ecclesiastiche e con i suoi esponenti egli avvia oltre a tutto, fin da giovanissimo, rapporti di consuetudine. Gli alti prelati sono quelli di cui egli frequenta prediche e conferenze (o addirittura incontra sulle scale di casa, come gli accadeva con il card. Pacelli, futuro Pio XII) o avvia rapporti di stretta collaborazione da dirigente della FUCI. Mentre sono suoi compagni molti dei futuri protagonisti della scena vaticana negli anni a venire.